L’origine del lavoro di Hadid è
grafica e pittorica ed è proprio per questa via che l’architetto scopre che
quello che aveva dipinto Klee non era solo opera grafica, ma un ipotesi di
architettura.
Per questa via, operando secondo una modalità concettuale, grafica e artistica, delinea un ipotesi originale e molto femminile del contesto. Contesto inteso come “tessitura” , collegabile facilmente ai suoi lavori grafici.

L’architettura alla fine di
questo processo si propone come nuova naturalità, come paradigma sintetico che
comprende il paesaggi, natura e costruito in un idea rifondativa
dell’architettura stessa.
Hadid inoltre è attratta dalle
forze dinamiche, guizzanti, veloci delle costruzioni: i terrapieni, le
autostrade, gli svincoli… non appartengono per Hadid al mondo dell’ingegneria
dei trasporti, ma entrano nel campo dell’architettura. Ibridandosi alla propria
idea di paesaggio, diventano ispirazione per creare una forma di architettura a
metà edificio a metà articolazione fisica e infrastrutturale di paesaggio.
La
stazione dei pompieri è un’architettura in cui appunto si intrecciano i livelli
di tessitura e infrastruttura in una maniera nuova. La riflessione della Hadid
sul paesaggio infrastruttura e sulle forme guizzanti non si esplica però solo
nei programmi o nell'ubicazione del progetto, ma anche in situazioni urbane. In
questi casi l’architetto fa comprendere come per affrontare il problema serve
analizzare il contesto.
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